foto costumeSiamo quello che mangiamo.
Ippocrate insegnava “il tuo alimento sia il tuo medicamento” e infatti non si può parlare di benessere, salute e rendimento fisico senza avere attenzione per l’alimentazione.

Il concetto di “dieta”

Dieta a zona, dissociata, iperproteica, chetogenica, cronodieta, metabolica, vegetariana, biologica  ecco alcuni tra i tanti tipi di alimentazione di cui si sente parlare; ognuno avvalorato da studi e promosso anche da studi scientifici e o empirici.
Non entrerò nella descrizione dettagliata dell’uno o dell’altro - peraltro ci sono numerosi manuali e siti che ne parlano e li divulgano  - e spetta allo specialista della materia la prescrizione di un qualunque regime alimentare.
Ritengo però fondamentale riportare le informazioni basilari e alcune linee guida generali che esprimono l’idea del nutrirsi fitness.
A livello psicologico  la parola “dieta” viene spesso associata a “privazione”, ma il significato della parola è “regola”; una dieta non è un regime punitivo ma una regola generale che si può seguire per nutrirsi bene e  non va da sottovaluta l’attenzione al tipo di vita che si fa e al “gusto”.

Salvo problemi di natura medica il piacere del palato non va perso per inseguire un risultato, in poche parole se sedersi a tavola diventa una tortura penosa pur di pesare due chili di meno il fitness mentale è compromesso.
Attraverso  l’alimentazione, cosi come per l’attività fisica, noi  possiamo raggiungere obiettivi di salute, di estetica, di adattamento: possiamo curarci o prevenire malattie; possiamo dimagrire o aumentare la massa magra; possiamo avere più energia e più qualitativa  per la vita di ogni giorno e per lo sport.

Per raggiungere questi obiettivi le  varianti che possono caratterizzare le diverse diete sono:

  • - la fonte da cui si attingono questi nutrienti (es. un vegetariano non consuma carne, pesce e derivati animali ma avendo comunque bisogno di proteine le ricava da fonti vegetali);
  • - la quantità (es. uno sportivo ha un fabbisogno calorico maggiore di una persona sedentaria);
  • - la proporzione tra i vari nutrienti (es. a parità di calorie ingerite queste possono provenire da percentuali diverse di proteine, grassi e carboidrati);
  • - la qualità dei nutrienti (es. frutta e pasta forniscono ambedue zuccheri ma essendo i primi veloci e i secondi lenti vengono utilizzati diversamente);
  • - le modalità di assunzione (es. più pasti divisi nella giornata).

Tutte queste varianti devono tener conto dell’età, sesso, condizione di salute, tipologia e quantità di attività fisica svolta.

Per chi si allena fondamentale la distinzione tra allenamento aerobico e anaerobico: ambedue sfruttano come carburante energetico iniziale i carboidrati, ma mentre il primo finiti gli zuccheri può utilizzare anche i grassi come fonte energetica, il secondo no e se non trova più glicogeno degrada le proteine. Una particolarità l’uso dei grassi come fonte energetica può avvenire solo in presenza di uno sforzo aerobico di media intensità, costante e prolungato per oltre 20 minuti, in caso contrario anche l’allenamento aerobico consuma proteine.

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