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Con la vita frenetica di oggi è molto facile parlare di stress e di ansia, tuttavia per alcune persone sono dinamiche psicologiche importanti che si riflettono nella  vita sociale: infatti l’ansia può essere sia la causa che l’effetto  dei nostri rapporti con gli altri, questo tipo di ansia da relazione interpersonale viene chiamata “Ansia sociale” e spesso produce insicurezza e incide nel modo di lavorare.

Tutti hanno delle “paure” nel confronto con gli altri e questo fino a un certo livello è normale e non crea problemi, ma quando la paura nasce  da complessi quali quello di “inferiorità” o di “incapacità” il livello di paura diventa ansia e siccome in genere non si è consapevoli o non si accetta di avere complessi o problemi tutto si trasforma in difficoltà di relazione dove spesso si continua  a dare la colpa agli altri.

Come si riconosce questo stato di ansia? Si tratta di una emozione  che porta ad allontanarsi dagli altri, non è una vera e propria paura (infatti non c’è razionalmente qualcosa che la scatena) ma di uno stato di tensione generale, una sensazione negativa dalla quale si desidera fuggire, soprattutto in quelle situazioni in cui si teme che nel rapporto con altre persone possa nascere un confronto  oppure una discussione.

 

Esempi di queste situazioni possono essere: una competizione sportiva, il prendere una decisione su cosa fare quando le alternative sono di pari interesse, il dover dire a una persona che c’è qualcosa che non va, il dover esprimere una critica o un sentimento negativo. 

In particolare l’ansia aumenta se in questi confronti e discussioni una persona teme di ricevere delle  critiche,  intese sia come giudizi negativi che come manifestazioni di disinteresse, incomprensione, sfiducia o anche semplici frasi ironiche o scortesi; fino al caso più estremo dell’ansia generata dal timore della perdita, cioè quando si teme  di non sapere mantenere o di perdere un legame (professionale o affettivo) che si considera importante. 

E’ comprensibile che sentirsi accettati e stimati sia un desiderio comune a tutti, ecco perché nessuno è completamente immune dal timore di un rifiuto, ma cosa dire dell’ansia scatenata da situazioni positive?

Infatti per chi ha questo problema di relazione anche un rapporto positivo mette in allarme, generando paura perché ci fa sentire troppo al centro dell’attenzione o perché si sente violata troppo la propria intimità.   Ecco, allora, che si evita di esprimere le proprie opinioni o i propri desideri; oppure si teme di ricevere complimenti, di avere manifestazioni di affetto e di simpatia perché queste situazioni generano un coinvolgimento emotivo.  Tipico non riuscire ad essere vicini ad un amico che chiede aiuto, oppure non riuscire a comportarsi come viene richiesto da una persona nonostante si tenga molto a questa, oppure non riuscire a esprimere il proprio apprezzamento o sentimento ad una persona.

A volte i soggetti ansiosi reagiscono con un eccesso di freddezza e con comportamenti che sembrerebbero frutto di una concezioe egocentrica di se stessi, quindi non è facile che ricevano una adeguata comprensione per quello che provano.

Più spesso, però, quello che mostrano è timidezza, scontrosità, suscettibilità, frustrazione, paura delle regole………..se vedete qualcuno che si comporta in questo modo la cosa migliore è rilassarsi e comunicare serenità sia nel dialogo che nei comportamenti, se invece vi siete riconosciuti in qualcuna di queste caratteristiche ………..bene, forse il solo aver preso coscienza di questa emozione può renderla meno “grande”, basta ricordare che tutti, ma proprio tutti, vivono chi più e chi meno lo stesso desiderio di accettazione e di tranquillità nelle relazioni sociali.

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